Prima vittoria del secolo per il Bruco con Popo che torna alla ribalta alla sua diciottesima presenza sul tufo.
Nelle prove ci sono molti cambi di monta. Il Bruco inizia con Popo, poi prova Rancani, Nello Magnelli e Caino, per poi ridare fiducia all'esperto fantino di Manciano.
Nel Drago Rancani scalza Zaraballe che finisce nella Torre senza aver corso nemmeno una prova, in sostituzione di Scansino infortunatosi alla quarta prova. Santi Menichetti dopo aver provato nel Drago e nella Torre finisce nella Pantera che lo preferisce a Fulmine.
La mattina del Palio il tempo è incerto, non viene corsa la Provaccia, lo svolgimento della carriera è in forte dubbio.
Il Corteo Storico viene interrotto appena iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, si deve correre ed i fantini salgono a cavallo.
Fra i canapi c'è la contemporanea presenza dei tre fratelli Menichetti, che reciteranno un ruolo determinante per gli esiti della carriera.
Partono in testa l'Aquila e l'Oca, rispettivamente con Nappa su Calabresella e Picino su Stornino. Seguono il Bruco con Popo su Gobba, l'Istrice, la Civetta ed il Drago con Rancani su Stella.
Queste sei contrade affrontano in gruppo comparto il primo San Martino, l'Aquila è sempre in testa, il Bruco supera l'Oca e passa secondo.
Nappa continua a mantenere la testa dietro lottano Bruco ed Istrice con il navigato Bozzetto sul miglior cavallo.
All'inizio del terzo giro Popo si porta a ridosso di Nappa, i due fratelli Menichetti si contendono la vittoria.
All'ultimo Casato, Nappa allarga, con molta compiacenza, Popo ha lo spazio necessario per passare, è Bruco anche grazie al Capitano Giulio Frati che si accolla personalmente tutte le spese della vittoria.
Dopo la carriera si accendono molte polemiche circa il comportamento dei fratelli Menichetti, in molti sono convinti che Nappa e Santi abbiano cercato di favorire in tutti i modi la vittoria di Popo.
In relazione a questi fatti la Giunta Comunale decide di aggiungere al Regolamento l'articolo 78 bis in cui si vietata due o più consanguinei di correre lo stesso Palio.
Per la cronaca il diciotto agosto si corre un altro Palio, l'ultimo della storia con i cavalli scossi. Alle dieci contrade vengono assegnati gli stessi cavalli che hanno corso il Palio dell'Assunta. Vince ancora una volta Gobba, toccata alla Lupa, dopo una serrata lotta con i cavalli di Istrice e Torre.
(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)














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